Penso dunque non sono
La coscienza è l'allucinazione che ci fa credere di esistere, e per questo è la più difficile da dubitare, perché non resterebbe nessuno a farlo. Dunque cosa ci restituisce l'ultimo dubbio? Il non essere.
La coscienza è l'allucinazione che ci fa credere di esistere, e per questo è la più difficile da dubitare, perché non resterebbe nessuno a farlo. Dunque cosa ci restituisce l'ultimo dubbio? Il non essere.
Quella spinta moderna a voler ricondurre (per non dire ridurre) la mente alla dimensione materiale del corpo, della carne, ha prodotto sicuramente un nuovo gingillo della conoscenza che ancora oggi va per la maggiore per quel che riguarda le scienze umane e forse non solo: la psicologia. Ma la separazione da ricucire tra mente e corpo in realtà non è mai stata la vera faccenda per risolvere il dualismo, ed essa non si è mai presentata in maniera evidente, se non all’interno di un fraintendimento logistico. Diciamo, in termini filosoficamente più generali che, negli effetti dualistici, si può parlare di separazione tra il pensiero rappresentativo (veicolato dal linguaggio) e…
L’ontologia come l’abbiamo conosciuta fino ad ora, ovvero quella dell’ente mascherato da essere, è da sostituirsi con la formazione. L’imperativo categorico è l’apoteosi morale di una particolare formazione, che non coincide con un'altra. L’atto morale definitivo, la scelta che svetta sulle altre, non hanno niente a che fare con l’essenza, il noumeno, il centro, l’assoluto che reclama la giusta e vera azione. Si tratta esclusivamente di una riduzione ai minimi termini di tutto ciò che linguisticamente caratterizza la nostra formazione e che conduce nel luogo esistenziale dei significati portanti di una determinata esistenza. Quel luogo privo di senso e di logica, ma che pulsa come un motore organico, genera…
L’arte è quantomeno ambivalente, molteplice è certamente ciò che rappresenta, ma altrettanto lo è la sua funzione. La rappresentazione è trascendentale; trascendere significa porsi al di fuori, sedersi sulla poltrona ed osservare dinanzi, ma significa anche vedersi. Se ci addentriamo ancora un poco nel significato di trascendentale allora intendiamo che in un certo senso raccogliere qualcosa dentro lo sguardo, com-prenderla è necessariamente un atto di semplificazione (i filosofi però la chiamano sistematicità), ghermire con i significati ciò che si osserva, significa soggiogarlo, addomesticarlo. Le immagini. Esse non esistono nella realtà, non ci sono: neppure un paesaggio che si staglia immobile dinanzi a noi è immagine fintanto che non trascendiamo,…