Il sapere invecchiato

Non è stato con l’avanzare dell’età che si è preso sempre maggiore consapevolezza di cosa si costituisce la realtà: con la diretta conseguenza che quello che si è creduto essere vero, fosse illusorio. Non è neanche vero che la giovinezza prima dell’invecchiamento sia costituita da menzogne credute fintanto che non si scoprono tali invecchiando. È tutto il contrario. Chi diventiamo invecchiando si costituisce una menzogna e nient’altro sa produrre nei confronti della realtà e non solo: egli proietta nel tempo quel suo sguardo menzognero per contaminare lo sguardo ancora giovane rivolto alla realtà. Sguardo che piuttosto era in grado di prodursi autentico: e la realtà su cui s’affacciava si…

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L’illusione filosofica

La tendenza è sempre quella: “Pensare di…”. Le condizioni preliminari, affinché si voglia far intendere a noi stessi che le nostre idee possano germogliare e crescere dentro la nostra identità esistenziale, sono che qualcosa deve avere modo di potersi compiere, ma che allo stesso tempo non giunga mai completamente a compimento. Nello specifico la prima è una condizione “necessaria” la seconda è “necessaria e sufficiente”. Questo lo si capisce. La questione merita di essere ampliata filosoficamente; con un po’ di scaltrezza ed emancipazione dal proselitismo filosofico ci si potrebbe accorgere che siamo nel campo della gnoseologia. Ma il termine, come al solito, è uscito dalla parte sbagliata, e la…

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Un giorno, per un emerso e stringente bisogno di comprendere, abbiamo assegnato alla verità la proprietà dell’essere. Tuttavia si trattava ancora della verità degli oggetti. Ma non ci è bastato, volevamo sapere dove trovarla, e allora abbiamo voluto la verità negli oggetti e per questo abbiamo deciso di metterci dentro l'essere, financo imprigionandolo, pur di vederlo lì (qui) e dire: è vero. Non paghi, affinché non fosse anche altrove, non potendo fermare il tempo, abbiamo impedito che scorresse, per vederlo ora e sempre e dire: è eterno. Grandi e paffutelli ci siamo liberati dalle categorie metafisiche, ma neanche per un attimo abbiamo pensato di liberare l’essere. E in quelle…

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Le donne mentono, gli uomini mentono e così anche le madri, i padri e anche gli amici mentono, tu menti e io pure, qualche volta. Che sia la menzogna il modo in cui crediamo di preservare la verità? D’altra parte come un climax il fallimento si manifesta in un crescendo di chiarezza. Cosa c’è di più vero, infatti, del momento in cui tutte quante le menzogne falliscono? Vero è ciò che si respira, che si manifesta, che si fa sentire; tanto forte che neppure, a quel punto, ci interessa di sapere, di conoscere, ciò che è vero. Saggio pudore, che sul più bello ci fa scampare all’ultima beffa? Niente…

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L’arte è quantomeno ambivalente, molteplice è certamente ciò che rappresenta, ma altrettanto lo è la sua funzione. La rappresentazione è trascendentale; trascendere significa porsi al di fuori, sedersi sulla poltrona ed osservare dinanzi, ma significa anche vedersi. Se ci addentriamo ancora un poco nel significato di trascendentale allora intendiamo che in un certo senso raccogliere qualcosa dentro lo sguardo, com-prenderla è necessariamente un atto di semplificazione (i filosofi però la chiamano sistematicità), ghermire con i significati ciò che si osserva, significa soggiogarlo, addomesticarlo. Le immagini. Esse non esistono nella realtà, non ci sono: neppure un paesaggio che si staglia immobile dinanzi a noi è immagine fintanto che non trascendiamo,…

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