Conoscersi

Nel tentativo di trovare fiducia in noi stessi inventiamo metanarrazioni a cui finiranno per credere, semmai, soltanto gli altri. Allo stesso modo noi finiremo per credere, magari, soltanto a ciò che l'altro, in quanto sé, ci racconta. Si evince dunque che qualsiasi relazione sia soltanto frutto di un fraintendimento.

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Il linguaggio della conoscenza

Esiste una saturazione del linguaggio della conoscenza per cui ogni cosa può essere recepita da tale linguaggio attraverso un intendimento apparente non dissimile da quello che possiamo avere dinanzi a un autobus, prima di salirci, sul fatto che ci sia posto o meno? E poi, una volta sul il veicolo ci sposteremmo con esso, che ci porterebbe dove vogliamo, o lì vicino, ma tutto ciò non significa affatto che sappiamo guidare l’autobus. Il linguaggio della conoscenza è dunque quell’autobus, mentre la conoscenza appartiene soltanto a chi lo guida. Ma infondo, perché il passeggero dovrebbe preoccuparsene?   

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Il sapere invecchiato

Non è stato con l’avanzare dell’età che si è preso sempre maggiore consapevolezza di cosa si costituisce la realtà: con la diretta conseguenza che quello che si è creduto essere vero, fosse illusorio. Non è neanche vero che la giovinezza prima dell’invecchiamento sia costituita da menzogne credute fintanto che non si scoprono tali invecchiando. È tutto il contrario. Chi diventiamo invecchiando si costituisce una menzogna e nient’altro sa produrre nei confronti della realtà e non solo: egli proietta nel tempo quel suo sguardo menzognero per contaminare lo sguardo ancora giovane rivolto alla realtà. Sguardo che piuttosto era in grado di prodursi autentico: e la realtà su cui s’affacciava si…

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L’illusione filosofica

La tendenza è sempre quella: “Pensare di…”. Le condizioni preliminari, affinché si voglia far intendere a noi stessi che le nostre idee possano germogliare e crescere dentro la nostra identità esistenziale, sono che qualcosa deve avere modo di potersi compiere, ma che allo stesso tempo non giunga mai completamente a compimento. Nello specifico la prima è una condizione “necessaria” la seconda è “necessaria e sufficiente”. Questo lo si capisce. La questione merita di essere ampliata filosoficamente; con un po’ di scaltrezza ed emancipazione dal proselitismo filosofico ci si potrebbe accorgere che siamo nel campo della gnoseologia. Ma il termine, come al solito, è uscito dalla parte sbagliata, e la…

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