Conoscersi

Nel tentativo di trovare fiducia in noi stessi inventiamo metanarrazioni a cui finiranno per credere, semmai, soltanto gli altri. Allo stesso modo noi finiremo per credere, magari, soltanto a ciò che l'altro, in quanto sé, ci racconta. Si evince dunque che qualsiasi relazione sia soltanto frutto di un fraintendimento.

Continua a leggere Conoscersi

Non incontriamo gli altri, ma soltanto narrazioni di altri. Ma di chi sono queste narrazioni di altri? E la mia, di chi è? Tali narrazioni rappresentano la distanza tra me e l’altro, tra l’altro e l’altro, e, in fin dei conti, tra me e me. L’incontro dunque si verifica tra narrazioni ed esse cosa hanno da “dirsi”? Due persone sconosciute che si incontrano producono due narrazioni, ognuna delle quali è applicata all’altro sconosciuto, si costruiscono da quello che ciascuno vuole narrarsi dell’altro e, in una certa parte, dalla narrazione che ciascuno fornisce di sé. Col tempo, frequentando la persona, si riduce l’invasività della propria narrazione su di essa, a…

Continua a leggere

Esiste la possibilità che la coscienza non debba in ogni modo raggiungere una metafisica nell’atto di “presa” sul mondo? Cosa significa insomma la presa di coscienza? Essa sicuramente si manifesta con la visione, tale di uno sguardo che è quello della coscienza, appunto. La visione è un atto trascendentale in sé, essa si estrae (e astrae) da ciò che le appare e a cui appartiene in quanto tanto lo spazio del soggetto in cui opera, quanto lo spazio dell’oggetto che osserva appartengono alla medesima realtà. Anche se, pur essendo quanto appena detto un atto di ammissione della condizione paritaria che ha l’uomo depositario (per quanto ne sappiamo) della coscienza,…

Continua a leggere