Dirsi sé stessi

È bene drizzare le antenne e produrre interiormente una dovuta separazione tra realtà e parole, quando queste sono messe in fila da chi dichiara, seppur con intenzioni sincere, di raccontare, spiegare, mostrare sé stesso. Sebbene tali discorsi, infatti, emergano da un incontro partecipato, un confronto acceso, uno scambio sentito e financo una confessione a cuore aperto, essi sono sempre il risultato di una post-produzione, necessaria, si intende, perché ogni rappresentazione possa esistere, in un modo (il nostro) o nell’altro. Alla fine, della realtà che riguarda noi stessi non vi sarà traccia, non essendo prerogativa di ciò che ci costituisce lasciarne alcuna.

Continua a leggere Dirsi sé stessi

Ricucire e separare

Quella spinta moderna a voler ricondurre (per non dire ridurre) la mente alla dimensione materiale del corpo, della carne, ha prodotto sicuramente un nuovo gingillo della conoscenza che ancora oggi va per la maggiore per quel che riguarda le scienze umane e forse non solo: la psicologia. Ma la separazione da ricucire tra mente e corpo in realtà non è mai stata la vera faccenda per risolvere il dualismo, ed essa non si è mai presentata in maniera evidente, se non all’interno di un fraintendimento logistico. Diciamo, in termini filosoficamente più generali che, negli effetti dualistici, si può parlare di separazione tra il pensiero rappresentativo (veicolato dal linguaggio) e…

Continua a leggere Ricucire e separare

Non incontriamo gli altri, ma soltanto narrazioni di altri. Ma di chi sono queste narrazioni di altri? E la mia, di chi è? Tali narrazioni rappresentano la distanza tra me e l’altro, tra l’altro e l’altro, e, in fin dei conti, tra me e me. L’incontro dunque si verifica tra narrazioni ed esse cosa hanno da “dirsi”? Due persone sconosciute che si incontrano producono due narrazioni, ognuna delle quali è applicata all’altro sconosciuto, si costruiscono da quello che ciascuno vuole narrarsi dell’altro e, in una certa parte, dalla narrazione che ciascuno fornisce di sé. Col tempo, frequentando la persona, si riduce l’invasività della propria narrazione su di essa, a…

Continua a leggere