Il linguaggio della rappresentazione è costantemente inopportuno per il pudore che ne dovrebbe conseguire dalla sua matrice stessa. Esso di fatti manifesta inevitabilmente e costantemente l'equivoco dell'esistenza, la dispersione dell'assenza, unico carattere effettivamente identificabile con la sostanza. Nella fattispecie tale linguaggio è una tecnologia dispersiva e disperdente che ha dissolto la dimensione stessa che lo…

Continua a leggere