In un mare di significati, arriva, prima o poi, la tempesta. Ma qual è la condizione "naturale” del mare? Quella calma o quella tempestosa? Dati i significati, quando è sorto il primo “perché?” Ed ha senso chiedersi perché è sorto? È il ritorno del caos che piomba su ciò che significa a farci chiedere “Perché accade ciò (il caos)? E poi subito dopo “Perché quest’altro significa(va) così?”. È la crisi di ciò che è dato significare che ci fa interrogare prima sulla sua distruzione o cambiamento, e poi sul significato stesso? Forse è il dolore a farci porre la domanda metafisica? Scopriamo la dimensione trascendentale quando la narrazione viene…
La realtà che conosce
Accade per lo più a tutti, ma per igiene preferiamo molti, che in determinati momenti ciclici dell’esistenza la presa di coscienza sul mondo, attraverso la realtà particolare – ma possiamo dire anche locale – emerga dalle profondità più antiche del pensiero e del sentire, ed allo stesso tempo raggiunga un’altezza tale da poter accogliere e riconoscere in termini, diciamo, universali, quel determinato luogo, quel particolare momento, quella data persona, e così via. Avviene quindi che il senso di talune cose si faccia più presente, in un certo modo più comprensibile, o comunque la comunione con esso sia effettivamente più efficace tanto da coglierne il significato da fuori a dentro…
L’ente mascherato
L’ontologia come l’abbiamo conosciuta fino ad ora, ovvero quella dell’ente mascherato da essere, è da sostituirsi con la formazione. L’imperativo categorico è l’apoteosi morale di una particolare formazione, che non coincide con un'altra. L’atto morale definitivo, la scelta che svetta sulle altre, non hanno niente a che fare con l’essenza, il noumeno, il centro, l’assoluto che reclama la giusta e vera azione. Si tratta esclusivamente di una riduzione ai minimi termini di tutto ciò che linguisticamente caratterizza la nostra formazione e che conduce nel luogo esistenziale dei significati portanti di una determinata esistenza. Quel luogo privo di senso e di logica, ma che pulsa come un motore organico, genera…
Relazione e significato
In ogni cosa di cui si ha coscienza è la relazione che fa emergere la domanda di significato: “che cosa significa?” Perché la relazione porta a chiederci questa cosa? Perché essa ha significato.
"Il senso delle cose" è un’indagine universale probabilmente inesauribile. il "significato" delle cose, invece, ha meno pretese, ma col senso mantiene continuamente un rapporto di reciprocità ed in esso, sa, compiersi il suo destino, in cui si perde e si ritrova allo stesso tempo, come un fiume che sfocia nel mare. Ma se usiamo la parola senso intesa come condensazione di significati, possiamo permetterci di associare ad essa stessa un significato, in quanto ne è costituita e non può esimersi da esserlo. In questa ottica il significato arriva ad avere un ruolo ancora più radicale e radicante del senso stesso. Ed a pensarci bene non è affatto irragionevole, come…
