L’ente mascherato

L’ontologia come l’abbiamo conosciuta fino ad ora, ovvero quella dell’ente mascherato da essere, è da sostituirsi con la formazione.

L’imperativo categorico è l’apoteosi morale di una particolare formazione, che non coincide con un’altra. L’atto morale definitivo, la scelta che svetta sulle altre, non hanno niente a che fare con l’essenza, il noumeno, il centro, l’assoluto che reclama la giusta e vera azione.

Si tratta esclusivamente di una riduzione ai minimi termini di tutto ciò che linguisticamente caratterizza la nostra formazione e che conduce nel luogo esistenziale dei significati portanti di una determinata esistenza. Quel luogo privo di senso e di logica, ma che pulsa come un motore organico, genera significati inspiegabili e quindi, ne concludiamo, più veri che altri, perché significano a prescindere da una legittimazione linguistica e razionale.

È disarmante osservare come la fauna di intellettuali che dovrebbe essere, ma non lo è, portatrice e sviluppatrice di un pensiero adeguatamente lungimirante nei confronti della cultura che attraversa, pascoli invece in mezzo ad essa a testa bassa, brucando tutto il giorno. Ogni tanto qualcuno alza la testa d’improvviso!… Se non fosse che si tratta del contraccolpo provocato dall’attrito col terreno, quando sbarbano un ciuffo d’erba con radici un po’ più profonde. Ecco, tali ciuffetti d’erba sono al massimo riproposizioni di pensieri, concetti, visioni del mondo, teorie, idee del passato già digerite perlopiù nel passato stesso.

Questa abitudine, tipicamente postmoderna, ha reso il pensiero qualcosa di più vicino ad una moda, un riferimento, un appunto sul vestirsi di un determinato linguaggio piuttosto che un altro.

Sembra che il pensiero abbia già dato, e ad oggi possa, anch’esso, essere soltanto ricordato.

Tutta colpa del postmoderno…?

Ma dopo cosa? Dopo chi?

È talmente tanto che giriamo il mestolo nella minestra che si è freddata.

Piuttosto che il postmoderno, sarà pigrizia?

Abbiamo dunque bisogno di un pensiero che non ci faccia pensare ad altro.