Del soggetto

Ciò che fa sì che io non sia tu e tu non sia me, è uno spettatore inerte e trasparente attraversato dall’esistenza, un passeggero privo di dimensione sulla carrozza della vita, un inquilino inconsistente di un corpo che vaga nel mondo. L’osservazione è ciò che rende esistente ogni cosa e possibile le altre, ma non c’è niente e nessuno dietro lo sguardo, come uno specchio, l’innesco del riflesso si esaurisce ogni volta, restituendo ciò che è visto.

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Il soggetto dello sguardo

Lo sguardo è il tramite attraverso cui un mondo guarda un altro mondo. Il proprio sguardo non è “proprio”, ma è del mondo che guarda: a noi, al soggetto, è restituita soltanto la relazione tra il mondo che guarda e il mondo guardato. In prima istanza tale relazione assegna al soggetto un tempo e una posizione riconoscibili che consentono alla coscienza del soggetto di trovarsi, poi, nel sedimentarsi degli “stati” (dove e quando) dell’esser(ci) si producono i significati e, infine, il senso delle cose, che comprende, si intende, anche se stessi. Ma tutto ciò ritorna ad appartenere ai mondi che guardano altri mondi. Cosa si intende per mondi che…

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